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Itinerario ebike sui Tratti dell'E1
(Borgorose - Spedino - Torano - Cartore - Bocca di Teve - Cartore - E1 - Corvaro - Borgorose)
| Località partenza | Borgorose |
|---|---|
| Quota località | 725m s.l.m. |
| Località arrivo | Borgorose |
| Quota località | 725m s.l.m. |
| Disl + / - | 536m |
| Km | 31 |
| Difficoltà | Impegnativo |
| Note: |
Indicazioni sul percorso
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Legenda: A) Borgorose (Viale Micangeli, 725m slm) B) Spedino (quota: 912 m s.l.m.); C) Torano (quota: 725 m s.l.m.). D) Cartore (quota: 944 m s.l.m.); E) Corvaro (quota: 858 m s.l.m.); Livelli di Pendenza (%): Intensità della pendenza, calcolata indipendentemente dalla direzione.
Dalla partenza, su Viale Micangeli, prendere verso monte; all'incrocio ci si inserisce sulla Vecchia Cicolana girando a destra in direzione Avezzano - Corvaro. Risalita la valle, superata la chiesa della madonna delle Grazie e il grosso incrocio, con gli svincoli per la SS 578, si svolta a destra su una carrareccia che costeggia almeno nel tratto iniziale, proprio la statale.
All'altezza della stazione di servizio, sulla sinistra, dietro un'azienda agricola, si trovano gli scavi
del monumentale tumolo di Corvaro, un imponente tumulo funerario collettivo risalente a un periodo compreso tra il IX e il III secolo a.C., utilizzato dagli antichi Equi per seppellire i membri di spicco della loro comunità (guerrieri e personaggi d'alto rango) insieme ai loro ricchi corredi millenari.
I preziosi reperti rinvenuti durante gli scavi del tumulo – tra cui spiccano spade, lance, scudi in ferro,
fibule, collane e ricchi ornamenti in bronzo e ambra – costituiscono il cuore della collezione permanente
del Museo Archeologico del Cicolano (MAC), situato nella vicina frazione di Corvaro.
Al bivio successivo mantenere la sinistra per passare davanti a una struttura per la captazione dell'acqua e, subito dopo, a destra. Qualche centinaio di metri più avanti, un recinto segnala la presenza dei resti dell'Area Sacras di Sant'Erasmo, un luogo di culto medievale sorto su un antico insediamento italico-romano.
Quando si torna sulla strada principale si procede in salita per oltrepassare la rotonda del casello e procedere dritti, in direzione Avezzano. Quando termina la salita, nel breve tratto di falsopiano si prende la strada per Spedino (sulla destra). In paese, superata la piazza, raggiunta Via della Chiesa, si gira a sinistra, verso valle, per andare a percorrere la strada che delimita il paese nella sua parte meridionale.
L'asfaltata diviene una carrareccia e più avanti procede in una decisa discesa fino a Torano. Superato il campanile della chiesa di San Pietro si giunge in Via della Fonte che si percorre girando a sinistra. Questa diventa poi Piazza Vittorio Emanuele III, superata la piazza, si percorre, svoltando a sinistra, la SP25, che nel tratto interno prende il nome di Via Don Lorenzo Felli, fino ad immettersi sulla SS 578 che si percorrerà verso monte, in direzione RietiCartore.
Dopo circa 800 m, la si lascia per svoltare a destra e subito dopo (circa 50 m) a sinistra per iniziare a percorrere la Valle Ruara. All'incrocio successivo si tiene la sinistra e poi si prende a destra.
Dopo la discesa si arriva al Cau di Cartore, una dolina carsica che presenta al suo interno un’inversione termica. Superato quest’ultimo, si affronta uno strappo in salita e, al pianoro che segue, si tralascia la traccia carrabile sulla sinistra e, al bivio successivo, quella sulla destra che scende sul fondo della valle.
All’incrocio successivo si tiene la sinistra per affrontare una breve ma intensa salita, al cui termine si svolta a destra per entrare in un’ampia radura, procedendo sul suo margine inferiore e alla biforcazione successiva si tiene la destra.
Poco più avanti si affronta uno strappo ripido, di poco superiore ai duecento metri, con fondo sdrucciolevole, fino al ricongiungimento, nei pressi della Casa di Eusebio, con la strada in eco-asfalto. Questo tratto non è escluso che debba affrontarsi spingendo la bici.
Qui si va verso destra per entrare nel borgo di Cartore, dove sarà possibile rifornirsi di acqua. Ci si trova sul Sentiero Europeo E1, un itinerario che attraversa l’Europa da nord a sud: da Capo Nord, in Norvegia, fino a Capo Passero, in Sicilia.
Alla fine del selciato, nei pressi della chiesa di San Lorenzo, si tiene la sinistra, in salita, per attraversare, sul loro bordo occidentale, i prati delle “Vicenne” di Cartore.
Superata la struttura del costruendo Giardino Botanico, la strada scende per poi piegare decisamente a destra, sempre sui prati.
Al successivo bivio si tiene la sinistra e, dopo circa 400 m, si raggiunge Bocca di Teve, ingresso della valle omonima, che segna il confine tra Lazio e Abruzzo e tra la nostra Riserva e la Riserva Naturale Orientata Monte Velino, che, pur avendo un proprio inquadramento amministrativo, si raccorda con il Parco Naturale Regionale Sirente–Velino, dando vita a un’ampia continuità di ambienti naturali protetti.
Superata Bocca di Teve, si lascia la strada e il sentiero E1, che salgono a Passo le Forche per seguire, a destra, la traccia che entra nei prati e, subito dopo, quella che entra nel bosco. Seguendo i segni del CAI 101 ci si ricongiunge con la strada di fondovalle di Valle Ruara, dove si svolta a destra, in discesa, e si ritorna a Cartore e sul Sentiero Europeo E1.
Questa volta, dopo aver superato il borgo e il suo pavimento in pietra, si segue la strada asfaltata che nei primi 1700 metri coincide con il tracciato dell’E1 quando si stacca svoltando a destra in località Tricagli, inoltrandosi nel bosco. L’itinerario in e-bike continua invece lungo l’asfaltata fino alla zona aperta dei coltivi di Campo di Mezzo.
Dopo aver svoltato a sinistra, esser tornati sul sentiero E1 e superato il sottopasso autostradale, si svolta a destra per percorrere la strada bianca che porta sotto San Francesco Vecchio. Quando si arriva sull’asfalto si svolta dapprima a destra e subito dopo a sinistra per entrare in Via delle Cave, che poi diventa Via del Corso.
Al successivo quadrivio, nei pressi della chiesa di San Rocco, si procede sull'omonima Via San Rocco.
Al successivo incrocio si prende a sinistra per Via Don Filippo Ortenzi, poi, saltata una prima via sulla destra, si prende Via Porta Cauto, fino alla Strada Provinciale SP 24, nei pressi della chiesa di San Francesco. Deviando dal percorso sulla destra, si raggiunge Piazza Regina Margherita, sede dell’EcoMuseo della Riserva della Duchessa.
Proseguendo, dritti, lasciandosi il portale della chiesa sulla sinistra, al margine nord-occidentale della piazza si trova l'ingresso per il Museo Archeologico del Cicolano. Usciti dal paese, si segue la SP 24 fino a riprendere la SP 67 nei pressi della chiesa della Madonna delle Grazie, per tornare alla partenza in Viale Micangeli seguendo, da qui, il tratto fatto all'andata.
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