IL CICOLANO E IL COMUNE DI BORGOROSE

IL CICOLANO ED IL SUO TERRITORIO

La Riserva Naturale Regionale Montagne della Duchessa si trova in provincia di Rieti (Lazio), nel comune di Borgorose. Dal punto di vista storico-geografico, il territorio dei Monti della Duchessa fa parte dell'area denominata Cicolano, che occupa la parte più orientale del Lazio al confine con l'Abruzzo, ai piedi della catena appenninica. Il Cicolano si estende per 446.37 km2 e include 4 comuni: Borgorose, Petrella Salto, Pescorocchiano e Fiamignano.

STORIA DEL CICOLANO
(dagli antichi Equi ai nostri giorni)

Gli Equi

Prima dell'era romana il Cicolano era abitato dagli Equi che furono definitivamente sottomessi intorno al 304 a.C. dai Romani. Alla fine del periodo Repubblicano (509 a.C. - 27 a.C) parte dell'ordierna Valle del Salto era inglobata nel municipio della città di Nersae, denominato "Res publica Aequiculorum", i cui abitanti erano chiamati "Aequiculi" o "Aequicoli", da esso deriverebbe il termine "cicoli" e "cicolano". Gli Equi (Aequii), prima dell'occupazione dei romani abitavano un'area molto più vasta che comprendeva le città presenti nella Valle del Salto, i territori di Alba Fucens, Scurcola Marsicana (AQ, Piani Palentini compresi) Tagliacozzo (AQ) , Capistrello (AQ), Filettino (RM), Subiaco (RM), Camerata Nuova (RM), Carsoli (AQ).
Probabilmente gli Equi erano presenti nel Cicolano fin dal XI secolo a. C. Tito Livio, nella sua opera "Ab Urbe condita", descrive gli Equi come un popolo fiero e violento, fortemente ostile ai Romani.

Nel loro territorio gli Equicoli fondarono vari centri abitati:

  • 1. Nersae; situata probabilmente vicino all'odierna Nesce, frazione di Pescorocchiano, è citata da Virgilio nell'Eneide (VII, 746 e seg.):
    "Et te montosae misere in proelia Nersae
    Ufens, insignem fama et felicibus armis;
    horrida precipue cui gens adsuetaque multo
    venatu nemorem, duris Aequicula glaebis:
    armati terram exercent semperque recentis
    convectare iuvat praedas et vivere rapto."


    "E te mando alle battaglie la montuosa Nersa,
    o Ufente, insigne di gloria e d'armi fortunate;
    aspro fra tutti il tuo popolo, gli Equi adusati
    alle lunghe cacce nei boschi, e alle dure zolle.
    Armati lavorano la terra, e si compiacciono di radunare
    prede sempre recenti e vivere di rapina."
    Nersae era la principale città degli Equicoli; tra Nesce e l'abitato di Civitella si possono osservare i resti di mura ciclopiche.

  • 2. Orvinio; citata da Dionigi di Alicarnasso, Orvinio era situata probabilmente nell'odierna Corvaro, frazione di Borgorose; qui infatti si trovano i resti di mura ciclopiche, tombe e tumuli monumentali , templi e acquedotti.

  • 3. Tiora Matiena; questo centro abitato era noto nell'antichità per i vaticini di Marte che appariva sotto forma di un picchio; secondo Marco Terenzio Varrone era situato tra l'odierna Santa Anatolia e Torano.
    Non tutti gli autori sono concorsi con questa interpretazione, infatti, secondo altri, il sito di questo importante insediamento andrebbe ricercato nella zona di Castel di Tora (RI).

  • 4. Alba fucens; importantissima città sia in epoca pre-romana sia in epoca romana, Alba fucens era situata proprio al confine tra il territorio degli Equicoli e il territorio dei Marsi, ma secondo le fonti storiche più antiche era stata fondata dagli Equicoli e sempre abitata da questi fino alla conquista romana.
    Nel 304 gli Equicoli furono sconfitti e conquistati dai Romani, che occuparono la città prima militarmente e poi con numerosi coloni che vi si trasferirono definitivamente. L'attuale area archeologica di Alba fucens contiene soltanto resti della città romana: di quella antica, attribuita agli equicoli, forse, non vi è rimasto praticamente nulla anche se la datazione della grande cloaca, alta 1,90 e larga 0,90 costruita in opera poligonale potrebbe esser collegata all'antico insediamento equo, si segnala a tal proposito l'articolo:
    "ABRUZZO: Esplorato per la prima volta dal Gruppo Speleo Archeologico Vespertilio l’antico cunicolo sotto la città romana di ALBA FUCENS.", consultabile al sito: www.speleovespertilio.it.

Per maggiore informazioni sugli antichi Equi si può consultare la pagina: Gli antichi Equi e il tumulo monumentale di Corvaro

La dominazione romana

Durante la presenza dei romani i centri abitati erano tutti collegati da strade molto funzionali e ben articolate, la più importante delle quali percorreva tutta la Valle del Salto fino alla colonia di Alba fucens. Alla fine del periodo repubblicano appare la dicitura Aequiculi o Aequicoli.

Nell'età augustea il Cicolano era suddiviso in due municipia, Cliternia (probabilmente l'attuale Capradosso) e la Res publica Aequiculorum, un insieme di nuclei urbani facente capo alla città di Nersae.

Dalla caduta dell'Impero Romano alla nascità degli attuali comuni

Con il declino dei Romani, nei secoli VII e VIII le autorità religiose (monaci e soprattutto vescovi) si posero a guida politica, amministrativa e spirituale del Cicolano e dei suoi abitanti, e difatti nel XII secolo sorsero rapidamente molte pievi: Santa Maria in Fosso (Mercato di Fiamignano), Santo Stefano di Cliviano (Santo Stefano di Corvaro), San Leonardo ( Cartore di Borgorose).

Già alla fine del IX secolo i Turchi Saraceni avevano iniziato a invadere il Cicolano e a saccheggiare molti centri urbani. Fu questa la causa scatenante che spinse gli abitanti della zona a edificare castelli fortificati ove rifugiarsi; risalgono infatti al X secolo i castelli di Torano, Corvaro e Castelmenardo . Nello stesso periodo (X - XI secolo) il Cicolano fu incluso nella contea di Forcena e dall'inizio del XII secolo tutta l'area fu posta sotto la giurisdizione pastorale di Rieti. Nella prima metà del XIII secolo, durante l'impero di Federico II di Svevia, la Valle del Salto fu annessa alla provincia degli Abruzzi. Successivamente tutto il Cicolano passo sotto il controllo di un'unica potentissima famiglia, i Mareri. Nel 1532 i Mareri vendettero le terre a un'altra nobile e potente famiglia, i Colonna, che a loro volta, nel 1661, le cedettero al Regno di Napoli e dopo due anni alla famiglia Barberini. All'inizio del XIX secolo, durante il dominio francese, il Cicolano torno sotto il Regno di Napoli. Proprio con il Regno di Napoli furono stabilite le suddivisioni amministrative tra le municipalità: Petrella dei Cicoli (oggi Petrella Salto), Pescorocchiano, Borgocollefegato (oggi Borgorose) e Mercato (oggi Fiamignano). Nel 1815 il Cicolano fu incluso nell'Abruzzo ma nel 1927 Mussolini, riorganizzando i confini regionali, fece includere il cicolano nel Lazio, in provincia di Rieti.

Opere citate

  • Tito Livio, Ab Urbe condita. Libro IX, cap. 45.
  • Alvino G., 2004. Gli Equicoli. In: Alvino G. (a cura di), 2004. Gli Equicoli, i guerrieri delle montagne. Ministero per i beni e le attività culturali, Soprintendenza per i beni archeologici del Lazio. Comune di Borgorose e Roma.

IL COMUNE DI BORGOROSE

Il comune è il più grande (148,16 Kmq) e popoloso (4522 ab., dati ISTAT 2001) della Valle del Salto o Cicolano e, per la sua estensione, è uno dei più grandi dell'intera Provincia di Rieti.

Il Comune di Borgorose è caratterizzato dal massiccio delle Montagne della Duchessa, tutelate dalla legge regionale 70/90 che ha istituito l'omonima Riserva, dalla Valle di Malito, dalla vasta piana di Corvaro e da una parte del corso del Fiume Salto, sovrastato a occidente dai primi contrafforti dei monti della Val di Varri e dei monti Carseolani.

La presenza di una vasta pianura e una relativa facilità di collegamenti lungo l'asse fluviale hanno fatto si che fin dalle epoche più remote gli insediamenti e la popolazione si concentrasse in quella che oggi è denominata "piana di Corvaro". Intorno alla piana di Corvaro, sulle colline che la circondano, si sono sviluppati i centri storicamente più importanti: Borgocollefegato, Corvaro, Santa Anatolia, Spedino e Torano.

Attualmente la struttura insediativa è caratterizzata dall'espansione rapida e intensa delle frazioni di fondovalle (Corvaro, Torano, Borgorose, Santa Anatolia), che, trascurando i nuclei abitativi più antichi, hanno dato vita ad un'intensa urbanizzazione diffusa esclusivamente nelle aree di pianura.

Le altre frazioni del Comune, situate in zone più interne, conservano le caratteristiche tipiche dei centri appenninici, compatti e arroccati, si vede ad esempio il borgo di Castelmenardo, sui crinali o sulle pendici dei monti con modeste espansioni lungo le direttrici d'accesso.

Da: AA. VV. 1993. Piano di Tutela ed Utilizzo del Territorio della Riserva Naturale Regionale Montagne della Duchessa.

STEMMA DEL COMUNE DI BORGOROSE

In alto, posta al centro vi è una corona formata, nella parte superiore, di merli orlati, nel mezzo di archi e nella parte inferiore mattoncini con al centro una monofora di color nero. Sotto di essa uno scudo con bordi dorati con all'interno una torre dorata a mattoncini, che, nella parte superiore presenta orizzontalmente quattro monofore di color nero e nella parte inferiore, verticalmente altre quattro monofore sempre di color nero.
Sullo sfondo dello scudo vi sono: alla base della torre un triangolo dorato e tre bande oblique, di color rosso nella parte inferiore a sinistra, di color bianco al centro e di color azzurro in alto a destra. Sotto lo scudo vi sono due rami messi a semicerchio: una di alloro che gira a sinistra e l'altra di quercia che gira a destra, tenuti insieme da un nastro tricolore.

SIMBOLOGIA

Gli elementi presenti nello stemma rappresentano simbolicamente il Comune di Borgorose in quanto:

la TORRE si riferisce alla Torre di Torano e la Rocca di Corvaro che sono ancora visibili nella zona;

lo SCUDO centrale rappresenta lo stemma della famiglia Colonna, famiglia importante in epoca medievale di origine francese (ecco perché lo sfondo dello scudo porta la bandiera francese) che elesse la zona di Borgorose a sua dimora occasionale;

i RAMI di alloro e di quercia simboleggiano la Riserva Naturale "Montagne della Duchessa", sita nello stesso comune

Stemma del Comune di Borgorose

Lo stemma del Comune di Borgorose



LE FRAZIONI

Le frazioni del Comune (Numero di abitanti residenti nel 2001: totali 4522)
Frazione Numero abitanti
BORGOROSE 778
CORVARO 1705
TORANO 747
SANTA ANATOLIA 384
SANTO STEFANO 161
PAGLIARA 160
CASTELMENARDO 140
COLLEMAGGIORE 86
VILLEROSE 99
SPEDINO 82
COLLEVIATI-VILLETTE 50
COLLORSO 41
COLLEFEGATO 24
LE BAITE – LA DUCHESSA 18
GROTTI 12
NUCLEO NDUSTRIALE 11
POGGIOVALLE 4
PONTE CIVITELLA 2
CASE SPARSE 7

BORGOROSE

Fino al 1960 chiamata Borgocollefegato è la sede del municipio e di altri servizi pubblici. Il paese nuovo si è sviluppato sotto il vecchio castello di Collefegato, del quale sono in fase di avvio i lavori di ristrutturazione.

Da visitare:

  • Chiesa di Santa Anastasia;
  • Centro medievale;

  • Chiesa di Santa Antonio;

  • San Giovanni in Leopardis.
Foto: Borgorose, uno scorcio del centro storico
Scorcio del centro storico
Foto della Chiesa di Santa Anastasia
La Chiesa di S. Anastasia

CORVARO

Ricco di storia, Corvaro, conserva numerosi reperti archeologici. Il borgo vecchio con il castello, conosciuto come “La Rocca” e, la sua torre ne fanno il centro medievale per eccellenza del Cicolano.

Da Visitare:

  • La Rocca (X-XI sec.);
  • S.Maria del Colle di Loriano (XI sec.);
  • Oratorio di San Rocco (XIV sec.);
  • S. Francesco Vecchio;
  • Chiesa Madonna di Malito;
  • Tombe a Tumulo (VI sec.)
Foto: Rocca medioevaela di Corvaro
La Rocca di Corvaro
Porta Calata: La porta d'ingresso principale per accedere al borgo medievale di Corvaro
Porta Calata

SANTA ANATOLIA

Il borgo, distrutto dal terremoto del 1915, fu ricostruito in due nuclei distinti posti a differente altezza. Il paese ospita il Santuario di S.Anatolia, meta, quest'ultimo, di numerosi pellegrini provenienti dall'Italia centrale.

Da Visitare:

  • Santuario di Santa Anatolia;
  • Fontana del XIII secolo;
  • Resti della Chiesa Madonna Addolorata.
Fontana del XIII secolo
Antico Fontanile del quattrocento
Veduta interno del Santuario di Santa Anatolia
Edicola votiva nel
Santuario di Santa Anatolia

TORANO

Sovrastato dalla Torre del Castello (a pianta quadrangolare ed alta 30m.), il paese conserva tracce importanti del nostro passato storico. Da non perdere la Chiesa di San Martino (XI sec.) in stile gotico abruzzese.

Da Visitare:

  • Torre del Castello;
  • Chiesa di San Martino (XI sec.);
  • Area archeologica di Nembe;
  • Tempio Italico (VI sec - III sec A.C.).
Tornao il centro storico
Centro storico di torano
Torano La Torre del Castello
La Torre del Castello di Torano

VILLEROSE

Delizioso borgo, con palazzi del XIII sec. Nella Chiesa del Paese si possono ammirare splendidi affreschi del 1500.

Da Visitare:

  • Centro (XVIII sec.);
  • Chiesa con affreschi e pale (XIV sec.).

SPEDINO

Il paese presenti i resti di un centro fortificato(loc. Colle Civita) e di antichi insediamenti.

Da Visitare:

  • Borgo medioevale;

CASTELMENARDO

È il paese che meglio conserva l’originario impianto medievale.

Da Visitare:

  • Borgo medioevale;
  • Chiesa di Santa Croce;.
  • Chiesa di S. Maria del Colle;
  • Santuario di S. Mauro;
  • Fortino “Aia dei Saraceni” del X sec.
  • Il Cimitero abbandonato di San Savino con resti di mura poligonali

SANTO STEFANO

Di Santo Stefano come centro abbaziale nel medioevo resta la chiesa con affreschi del 1300.

Da Visitare:

  • Borgo medioevale;
  • Chiesa con affreschi del XII secolo.
Immagine di Santo Stefano di Corvaro (santostefano.jpg), 73kB
Santo Stefano di Corvaro
Torrente Apa (torrente_apa.jpg, 44kB)
Un tratto del Torrente Apa

COLLEMAGGIORE

Qui si trovava il monastero di San Paolo in Orhunis uno dei centri benedettini piu importanti del Cicolano

Da Visitare:

  • Fontana X-XI sec.
  • Chiesa con portale X sec.


Feste, Mercati e Manifestazioni