Anello del Lago della Duchessa


Il percorso in sintesi
Nome temporaneo Anello del Lago della Duchessa
Utenti (Livello di difficoltà) Escursionisti Esperti
Percorso Cartore - Val di Fua - Vallone del Cieco - Le Caparnie - Lago della Duchessa - Valle del Paradiso - Malo Passo - Capo Teve - Val di Teve - Bocca di Teve Cartore.
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Sentieri CAI corrispondenti CAI 102 Bandierina CAI, rossa - bianco rossa con sulla parte in bianco scritto il numero del sentiero (ex 2B, Cartore - Val di Fua - Lago della Duchessa), CAI 103A Bandierina CAI, rossa - bianco rossa con sulla parte in bianco scritto il numero del sentiero (Ex 2A, Lago della Duchessa - Capo Teve); CAI 602 Bandierina CAI, rossa - bianco rossa con sulla parte in bianco scritto il numero del sentiero (Ex 2, Capo Teve - Val di Teve - Bocca di Teve); CAI 101 Bandierina CAI, rossa - bianco rossa con sulla parte in bianco scritto il numero del sentiero (parte, da Bocca di Teve a Cartore)
Tempo di percorrenza 6 ore e 5 minuti
Dislivello + 1015
Dislivello - 1014
Profilo altimetrico Profilo altimetrico
Note La Val di Teve, per un'ordinanza del Sindaco di Magliano de' Marsi (AQ), è chiusa dal 1 ottobre al 31 maggio.

Legenda: A) Cartore, Lazio (Quota: 944m. s.l.m); B) Val di Fua, Lazio; C) Vallone del Cieco; D) Lago della Duchessa, Lazio, quota 1788m slm; E) Malopasso (Abruzzo); F) Capo di Teve (Abruzzo); G) Vallone di Teve (Abruzzo-Lazio); H) Bocca di Teve (Abruzzo-Lazio), quota: 887m slm;

Descrizione e Habitat
Il primo tratto del percorso segue il sentiero CAI numero 102, e inizia presso la fontanella in pietra di Cartore e percorrendo alcune centinaia di metri sulla strada bianca della Valle della Cesa e lasciandola per svoltare a destra per addentrarsi, dapprima, nella Val di Fua e poi nel Vallone del Cieco fino a giungere al primo rifugio dei pastori, il "Gigi Panei", in località le Caparnie, e infine al Lago della Duchessa. La prima parte del sentiero attraversa l'orno-ostrieto (si veda la descrizione di dettaglio data durante la trattazione del sentiero CAI 102), mentre la parte più alta delle pareti è, per gran parte, coperta dai lecci (Quercus ilex). Salendo l'orno-ostrieto lascia progressivamente il posto alla faggeta.
Ignari agli escursionisti, che salgono lungo la valle, in alto, sulla parete rocciosa che rimane a sinistra, nascosti alla vista e non raggiungibili, "giacciono" i resti dell'eremo di San Leonardo. Tra i vari aneddoti sorti attorno a questo luogo di preghiera, colpisce quello in cui si racconta che l'ultimo monaco si sia seppellito da solo." L'ultimo segmento del CAI 102 attraversa la prateria oltre il limite superiore attuale della vegetazione, tra le pendici sud orientali del Monte Morrone a sinistra e la vetta del Murolungo a destra, fino a raggiungere la conca glaciale del Lago della Duchessa, un’area di grande interesse naturalistico.

Foto Lago della Duchessa in autunno
Il secondo tratto dell'itinerario si snoda sul CAI 103A. Il sentiero parte dalla sponda occidentale del Lago della Duchessa (quota 1802m slm), lo supera sulla sua sinistra e attraversa la Valle del Paradiso, salendo fino a un punto panoramico oltre i 1900 metri di quota, con viste sulle vette del massiccio del Velino e sui suoi circhi glaciali, mentre a sinistra si erge la vetta più alta del massiccio della Duchessa, la Cima Occidentale del Monte Costone (2239 m) e sulla destra la Cimata di Macchia Triste (2090,6 m). Da qui si inizia a scendere fino a raggiungere, sulla destra, un altro punto panoramico, un "balcone" naturale sulla Valle di Teve, per poi scendere attraverso il "Malopasso", un tratto ripido e scivoloso, a Capo Teve (circa 1650 m slm).

Veduta del Massiccio del Velino
Nei pressi di un grosso faggio Fagus sylvatica) si raggiunge la strada carrabile, che si snoda lungo il Vallone di Teve, e la si percorre, verso valle, lungo il sentiero CAI 602 (ex CAI numero 2). Il Vallone di Teve, è una valle di origine glaciale dalla quale deriva la sua classica forma ad "U", la parte più alta della valle ("Capo di Teve") si sviluppa tra il Monte Costone a Nord e il Monte Velino a Sud, mentre quella più in basso, più stretta, tra il Murolungo a Nord e Monte Rozza a Sud. La parte che va dai 1450m di quota sino a Bocca di Teve segna il confine tra Lazio (a Nord) e l'Abruzzo (a Sud) e tra la nostra Riserva e la Riserva Naturale Orientata Monte Velino.
Il percorso, nella sua parte iniziale, è caratterizzato dalla faggeta mista e da ampie radure e a quote più basse dal querceto termofilo. Più a valle, sulle pareti rocciose, si notano, abbarbicate sulle rocce, le colonie di leccio (Quercus ilex), una quercia sempre verde, dotata di straordinarie doti di adattabilità e tenacia.

Anche nella zona di Bocca di Teve, emergono remoti resti, testimoni silenziosi di un'epoca lontana. Qui, le antiche genti, con i loro armenti, camminavano su questi sentieri e sostavano nei luoghi sacri, prima di dirigersi verso i pascoli estivi di alta quota, nelle praterie della Duchessa e di Rascino.
Mura poligonali risalenti alla conquista romana della zona
Tra questi resti, si trovano le vestigia di un tempio italico-romano e un muro poligonale. Un po' più in alto, si affaccia a sud verso la Val di Teve, l'apertura di un'ampia grotta con i resti dell'eremo di San Costanzo al suo interno.
Interno della grotta dell'Eremo di San Costanzo
La grotta di origine carsica è caratterizzata da una "colonna naturale" al centro, formata dall'unione di una stalattite, che si forma dalla sommità di una caverna per effetto dei fenomeni carsici e di una stalagmite che si forma dal basso, per gli stesso processi.
L'ultimo tratto del percorso, circa 1.5 km, si svolge sul sentiero CAI 101 svoltando a destra all'uscita della valle, e dirigendosi verso i coltivi che circondano Cartore.